Pasqua in bicicletta sul delta del Po

14-15-16 aprile 2001

 

 

 

 

Invitata a buttar giù due righe sull'uscita pasquale organizzata da mio marito   Fulvio, con destinazione Delta del Po, anche se a distanza di qualche mese vado tranquilla a consultare la mia agenda, certa di trovare appunti ricchi ed esaurienti; infatti trovo "14.04 partenza per il Po; 16.04 rientro a casa alle ore 19.30" ... E mo' ....? Devo per forza affidarmi alla memoria. Un primo gruppo parte dal cortile della nostra sede bellunese di Villa Montalban , imbocchiamo la A 27, viaggiamo bene, senza traffico, nienete code al casello di Mestre. All'inizio della Romea troviamo gli amici di Feltre e tutti insieme, a serpentone, passato il cantiere navale, deviamo a sinistra verso Porto Levante. A questo punto entriamo davvero nel Delta, tra canali, barene, valli.

Per il pranzo ci fermiamo in un parcheggio che guarda la valle di Scanarello. Fa freddo e tira vento, ma c'è un po' di sole e lo apprezziamo ancor di più quando, arrivati al campeggio "Barricata Beach" di Bonelli, abbiamo notizia che a Bologna sta nevicando. Ci sistemiamo nell'area a noi riservata dopo di chè,essendo il programma imperniato su uscite in bici e relax, ognuno si attiva come meglio crede: chi dormicchia, chi "batola"(chiacchera n.d.r.) , chi passeggia. Solo in quattro ci avventuriamo in bicicletta sulla strada che costeggia la sacca di Scardovari per ammirare il tramonto dai capanni palafitticoli dei pescatori. Ne è valsa la pena, ma siamo tornati rigidi come baccala' per il freddo.

Il mattino di Pasqua alle ore 8.30 cominciamo a bussare ai vari mezzi per gli auguri, offriamo ai componenti di tutti gli equipaggi il tradizionale uovo di gallina dipinto. Nonostante l'alba sia spuntata da un pezzo non vi dico cosa è spuntato dalle porte appena socchiuse dei camper: capelli arruffati, barbe lunghe, ginocchia appuntite e polpaccetti pelosi, occhi semichiusi o semiaperti, lembi di boxer dai disegni fantasiosi. Comunque sembra che tutti abbiano apprezzato le nostre buone intenzioni...

Pareva dormissero, invece dopo poco un folto gruppo di ciclisti è pronto per la partenza: i bambini sono impazienti e si va.. Alla nostra destra i campi coltivati, alla sinistra le acque tranquille della sacca di Scardovari. Ci concediamo anche una sosta in paese per rifocillarci con caffè e brioches. Fa sempre freddo, quindi per il pranzo i meno coraggiosi si rintanano nel proprio mezzo, ma ci sono anche molti temerari che allestiscono tavolate all'aperto e intabarrati nelle giacche a vento danno il via ai gozzovigliamenti.

Degna di nota è l'intraprendenza di Egidio che in men che non si dica fa uscire dai gavoni una stufa di ghisa provvista di camino e nella "caliera" (paiolo n.d.r.) ,ti imbastisce una polenta da manuale. Nel pomeriggio era previsto il gioco del rolo, ma, incredibile, sul Delta non siamo riusciti a trovare la sabbia. Ci consoliamo a sera, tutti in compagnia, con una pizza presso il ristorante del campeggio.

Lunedì mattina, pasquetta, riusciamo a sbaraccare giusto in tempo prima che cominci il diluvio, che per fortuna dura poco. Il capo carovana guida tutta la colonna sulla strada sterrata degli argini che delimitano l'isola di Polesine Camerini. All'inizio di questa stradina c'è un bel cartello che indica divieto di transito: chi ha il C.B. viene informato che abbiamo l'autorizzazione a transitare purchè non ci si fermi; chi è sprovvisto ci dirà poi che ha seguito il gruppo con rischio d'infarto.

Siamo davvero in un'atmosfera poetica: le brume, il silenzio, garzette e aironi che becchettano o si alzano in volo, qualche pescatore. Piano piano raggiungiamo Busa del bastimento, costeggiamo la sacca del canarin e arriviamo sul piazzale retrostante la centrale Enel di Camerini. E' prevista la sosta per il pranzo, ma tira sempre vento e così per ripararci un pochino sistemiamo i camper in cerchi, tipo Far West. minaccia sempre pioggia, siamo incerti sul da farsi. Poi, con un po' di titubanza, esce un tavolino, del pane, del formaggio, salame,... ma perchè non facciamo le bruschette? Esce una griglia, un'altra, le olive, le verdurine, le tortine, arriva il "..ma io mica mi posso portare l'arrosto a casa!" e di risposta il "... ma scaldalo che ce lo mangiamo!" e le colombe e ... alla fine siamo riusciti a fare anche il caffè alla griglia !! Accompagnati dalle note della chitarra di Barbara ci siamo salutati in allegria.

 

Gabriella Cavallini

 

sosta in prossimità della valle Scanarello
la polenta di Pasqua
tutti intorno alla mitica stufa di Egidio
la sacca di Scardovari
tramonti di sogno sulla sacca di Scardovari