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gita a Merano per la
"Festa dell'uva"
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di Gabriella Cavallini |
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L’idea è partita da un socio del Feltrino, Ivanis, per partecipare alla festa dell’uva. I primi due equipaggi sono giunti già il venerdì mattina, alcuni poi nella serata, il grosso durante la giornata di sabato. C’è stato qualche problema per la sistemazione dei mezzi il sabato pomeriggio, essendo il parcheggio vicino all’ippodromo occupato da auto e rimorchi per il trasporto cavalli, visto che si stava svolgendo una manifestazione equestre. Ad ogni modo sabato sera eravamo tutti sistemati, tant’è che la serata è stata allietata dalla ormai famosa e ottima bruschetta di Gaetano, dal vin brulè, dai dolci preparati dalle ragazze del Feltrino. Merano si trova alla confluenza del fiume Passirio con l’Adige, a soli 325 m s.l.m., è luogo di soggiorno e cure termali. Nella città vecchia caratteristica è la via dei Portici che noi abbiamo percorso per ammirare le tante vetrine, tra la piazza del grano, dove sabato mattina c’erano le bancarelle dei contadini dei masi con i loro prodotti, e piazza del Duomo, armoniosa costruzione gotica del ‘300-‘400, all’interno del quale abbiamo potuto ammirare dei begli altari policromi lignei. Domenica mattina un folto gruppo ha visitato il castello Principesco, che trovasi in centro, costruito nel secolo XV da Sigismondo d’Austria. Interessante la raccolta di armature, mobili, dipinti e arredi. Un gruppetto con seggiovia, piedi, corriera è arrivato fino a Castel Tirolo.Costruito nella prima metà del XII secolo è diventato il simbolo di questa terra, alla quale i conti del Tirolo finirono per dare anche il loro nome. La loro ultima discendente, Margarethe, nel 1363 fu costretta ad abdicare e il Tirolo, castello compreso, passò agli Asburgo. Nei secoli successivi non fu risparmiato da abbattimenti e rovine ed ultimamente è di proprietà della Provincia Autonoma di Bolzano che ne ha curato il restauro e l’ha trasformato in un museo provinciale. Alle 14 e 15 ha avuto inizio la sfilata del corteo folcloristico, ben 38 tra gruppi e carri. Hanno attratto la mia attenzione: le dame riccamente vestite in stile ottocento con stivaletti ed ombrellini di pizzo; i componenti di una banda con cinturone nero a incisioni bianche, fibbia sul retro anziché davanti e scarpe con ripreso lo stesso motivo; simpatico il gruppo degli “Schuhplattler” con i piedi nudi nelle scarpe, ma dagli scaldapolpacci con gala a rombi bianchi e verdi; la banda, tutta vestita di nero, dei minatori di Ridanno, con una vecchia, gloriosa bandiera con la scritta:”per Dio, l’Imperatore, la Patria”; e poi i carri allegorici della città di Merano, delle Terme, della birreria Forst, dello Speck, della Giardineria comunale, la corona di mele, gialle e rosse, dell’uva con al seguito il saltazo, ovvero il guardaviti. Spersi tra la folla siamo rientrati tutti un po’ alla spicciolata , incoraggiati ad un rientro frettoloso anche dal maltempo, dato che nel pomeriggio le schiarite si sono alternate alla pioggia.
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