Laghi del Plitvice 
25-26-27-28 aprile 2002

  

 

di Sergio Carrari

 

Ero già stato tre volte (la prima ben 27 anni fa) al Parco Nazionale del Plitvice, ma quando dal club è giunta la proposta del viaggio ho pensato subito di partecipare.

Perché in un bel posto si torna sempre volentieri, perché spesso a queste gite si partecipa più per il piacere della compagnia che per i luoghi da visitare, perché al Plitvice non ero più stato dopo la fine della guerra e la curiosità di vedere cosa era successo era decisamente forte, anche perché qui siamo proprio in uno di quei focolai del conflitto, qui la guerra è scoppiata, il confine bosniaco e Bihac distano una ventina di chilometri e Knin, la capitale della maggior enclave serba in Croazia una cinquantina.

Ed ora, al ritorno, non so bene quale sia il sentimento in me dominante, probabilmente l’angoscia.

Le cose viste sono oggetto di un assurdo contrasto: 

-da un lato lo splendore della natura, lo spettacolo mozzafiato che neppure alla quarta volta ti stufa, le otto ore passate a camminare quasi sull’acqua girando attorno ai sedici laghi collegati da una infinità di cascate una più bella dell’altra;

-dall’altro i paesini dalle case semidiroccate, bruciate, squarciate e ciò che più mi ha impressionato, il gran numero di case integre ma sbarrate, chiuse, disabitate, lasciate da chi è probabilmente fuggito o emigrato e si è rifatto una vita all’estero e qui non tornerà più ragion per cui il tessuto sociale si è disgregato, non esiste più o è molto misera un’economia che non sia quella della sopravvivenza o del poco lavoro che ruota attorno al turismo (fenomeno per di più stagionale).

Abbiamo visto a confronto la grandezza della natura e la piccolezza della bestia chiamata uomo.

Ma bando alle malinconie e veniamo alla cronaca:

-         Si parte Giovedì 25 (qualcuno si è già preso avanti); in tutto 27 equipaggi (un bel numero); è una splendida giornata di sole ed il golfo del Quarnaro con le sue isole ci fa da sfondo durante il pranzo consumato sopra Fiume; poi giù per la costa dalmata con le sue insenature, i suoi paesini ed infine, dominata dal suo castello, Senj, l’antica roccaforte dei pirati Uscocchi abituati a vivere predando i veneziani (di parte delle cose che questi avevano predato in oriente). Qui si lascia il mare e ci si inoltra verso l’interno; scavalcata la barriera di bassi monti che coronano la costa si entra nella Lika e nella desolazione della guerra; per buona strada alla 19.00 siamo al Camping Korana, campeggio di buon livello, di recente costruzione a 8 Km dal cuore del parco. La sera il rituale brulé.

-         Venerdì mattina sotto un cielo velato si parte per la visita; c’è chi si accontenta di quattro, chi di sei, chi arriva alle otto ore; in ogni caso non si riesce, o meglio io non ci riesco, a descrivere la bellezza dei luoghi, bisogna proprio andarci per ammirare l’incredibile abilità della natura. A sera, riempiti gli occhi e il cuore, si passa a riempire la “panza”; all’aperto si formano due tavolate (questione di menù o di campanili? ai posteri l’ardua sentenza, per ora l’augurio, in futuro, di trovare spazi, tempi e menù coincidenti). L’aria è frizzante ed invita a non lasciare pieno il bicchiere; tutti compiono il proprio dovere cosicché il sonno non riesce difficile a nessuno.

-         Purtroppo il sonno è interrotto all’alba del sabato dal dolce ticchettare della pioggia che, se da un lato induce ad ulteriore sonno, dall’altro non promette niente di buono per la giornata. Ed infatti è così, in mattinata la compagnia, come l’ultima neve sotto le prime piogge primaverili, si scioglie in mille rigagnoli prendendo le direzioni più svariate ed il C.C. Belluno sembra diventato la rosa dei venti: chi va al mare sperando nel sole, chi si accontenta anche solo del pesce, chi  punta a nord in cerca di momenti bagnati fuori, ma asciutti dentro, chi vaga  senza meta, qualcuno non sa proprio dove andare. Ci conforta sapere che nessuno è stato protagonista, la settimana successiva, della trasmissione “Chi l’ha visto?”.

 

 

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Elena e Roberto

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le veline del C.C. Belluno

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Gruppo 1

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Gruppo 2

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cascate 1

   cascate 2

 

   cascate 3

 

la fotografa

 

   questa e' l'unica Guerra che vorremmo sempre vedere

 

   cascate 4

   cascate 5

   cascate 6

 camping Korana