O  Bell' Istria ...

1 - 4 maggio 2003

 

 di Luciano Bisetto

La superstrada s’inerpica sulle ultime propaggini del Carso che fanno da corona allo splendido golfo di Trieste, serpeggia alta, mordendo la collina, fingendo di arginare gli agglomerati di cemento dell’ultima periferia della città giuliana che aggressivamente incombono sull’incantevole golfo.

La nostra carovana di oltre venti camper, partita da Belluno frazionata in più tronconi, si è quasi ricongiunta e procede lentamente imbottigliata nel traffico. Il baracchino ha smesso di diffondere i salaci commenti cifrati che fin qui ci avevano tenuto compagnia per lasciar posto ai più asciutti messaggi diffusi dai capigruppo sulla scelta dell’itinerario da prendere: si temono ingorghi al valico Rabuiese, prendiamo la strada per Muggia. Siamo praticamente fermi su un viadotto, alla mia destra grigi edifici, a sinistra, borghi circondati dal primaverile tremulo ondeggiare della vegetazione carsica.

Salgono alla mia mente i ricordi degli anni cinquanta quando tra i giovani era tradizione commemorare  il 1° Maggio anche con  scampagnate  in Val Rosandra inondata di fiori e di chiassosi gruppi i cui echi si diffondevano e si disperdevano per la valle. A testimonianza del passato rimangono oggi poche cose, difficilmente rintracciabili nella mutata geografia dei luoghi come la diroccata rupe di S. Servolo, così deliziosamente descritta dall’organizzatore della gita, Sergio Carrari, nella serata istriana del 29 Aprile.

Superiamo un’irriconoscibile Muggia fino a raggiungere il tranquillo valico di frontiera. Oltrepassato il confine il paesaggio per me è del tutto inesplorato ma non sconosciuto poiché di questa terra conosco molte vicende, tradizioni, canzoni e soprattutto persone.

Giungiamo a Capodistria per l’ora di pranzo ed il gruppo si ricompatta. L’atmosfera è rilassata, c’è aria di festa. C’è già modo di scambiarsi impressioni, di conoscere nuovi soci, di scoprire che sono rappresentate tutte le età. La sosta ci consente anche una passeggiata per scoprire il sonnacchioso centro di Capodistria.

Di nuovo in marcia a piccoli gruppi e dopo Portorose superiamo anche la seconda anacronistica frontiera, quella tra Slovenia e Croazia. Abbandoniamo i bei panorami della costa e la sua lussureggiante vegetazione per gli apparentemente più anonimi paesaggi collinari dell’interno. Non abbiamo il tempo per visitare gli sperduti borghi abbarbicati sulle cime delle colline ma non appena le nostre esperte guide citano i loro nomi subito li ricolleghiamo alle splendide immagini proiettate nella citata serata istriana e mentre percorriamo strade che fiancheggiano i piccoli appezzamenti di terreno coltivato, conteso all’aspra natura del Carso, non posso non ricollegarli ai sapori della cucina istriana della quale ci era stato offerto più che un assaggio al termine sempre della suddetta serata. Il traffico è scarso mentre abbondano riferimenti e commenti sulle zone che attraversiamo. Superata Dignano scendiamo tra vigneti ed uliveti su Pola e senza difficoltà raggiungiamo il campeggio di Stoja che occupa l’intera omonima piccola penisola. Punta Stoja è in splendida posizione e la prima cosa che molti di noi fanno è quella di percorrerne a piedi l’intero periplo per catturare con il sole al tramonto gli angoli più suggestivi.

Il secondo giorno prevede nella mattinata la visita di Pola. Il tempo è splendido e l’anfiteatro, la bellissima arena romana, splende sotto il sole. A farci da cicerone abbiamo la nostra socia Angela, guida d’eccezione, la quale non si risparmia per farsi sentire dal folto gruppo, 48 adulti e 6 bambini, che ordinato ed attento le si stringe attorno.

Compatti marciamo alla scoperta degli altri siti archeologici romani: la Porta Gemina, l’Arco dei Sergi, il Tempio di Roma e Augusto. Scorrono i secoli ed è la volta di S. Maria Formosa, S. Francesco, la Basilica, il Municipio ed infine il Castello con l’immancabile vista panoramica sulla città ed il suo golfo. Nei trasferimenti da un luogo all’altro lungo le animate vie cittadine c’è chi furtivamente trova pure il tempo per qualche acquisto prima di riprendere l’autobus che ci riporta al campeggio.

Se al mattino ci siamo dedicati all’arte il pomeriggio lo trascorriamo in piena natura, trasferendoci con i camper a Promontore e di qui chi in bici e chi a piedi ci disperdiamo nell’incanto di boschi, sentieri e spiagge deserte del parco naturale di Capo Promontore. A sera anziché cercare riposo nei camper tutti a brindare sotto le stelle.

Siamo già al terzo giorno e come da programma lasciamo con nostalgia Pola alla volta di Fazana, base di partenza per la visita all’Isola di Brioni alla cui bellezza fa da contrappunto l’obbligo assurdo per coloro che non sono clienti degli alberghi dell’isola della visita guidata ad orari prestabiliti. Dopo il pranzo a Fazana muoviamo alla volta di Parenzo con sosta e visita ad Orsera ed alla sua bella insenatura su cui si affacciano celebri campeggi, cari a molti nostri soci. Per la notte ci attende il campeggio di Zelena Laguna e la ormai consueta calda bevuta prima di coricarci.

L’ultimo giorno di vacanza lo spendiamo con la visita a Parenzo che raggiungiamo percorrendo un incantevole percorso ciclabile lungo la frastagliata costa orlata da stupende pinete. Parenzo ci delizia con i suoi caratteristici angoli e piazzette contornate da bei palazzetti in stile veneziano e ci stupisce mostrandoci uno dei più bei monumenti dell’arte bizantina, la Basilica Eufrasiana dove rimaniamo estasiati nell’ammirare i celebri mosaici e gli altri gioielli dell’abside centrale e del presbiterio. Soddisfatti e pure un po’ stanchi per chi ha compiuto tutto il percorso a piedi ritorniamo al campeggio da dove nel primo pomeriggio nuovamente a piccoli gruppi iniziamo il rientro verso casa non senza aver prima caldamente ringraziato gli organizzatori della gita oltre che per l’impegno profuso, per averci fornito, condensandola in un così breve lasso temporale, l’immagine dell’Istria.   

                                luciano bisetto      

 

 

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in visita all'arena di Pola

 

alla chiesa di S.Francesco

 

 

  

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Premantura

 alla chiesa di S.Francesco

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il tempio di Augusto

 

e ...l'Augusto in persona

 

l'arena di Pola

Sergio ...

 

e il suo arco

i nostri fotoreporter

tutti insieme a fare cerchio

Brioni