Le valli di Comacchio in bicicletta

31 maggio - 1 e 2 giugno 2003

 

 

 di Sergio Carrari

 

 

puoi rivedere ingrandite alcune  foto cliccando sulle  immagini 

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Partiti alla spicciolata da Belluno il 31 (qualcuno aveva addirittura anticipato a venerdì 30) ci siamo ritrovati in 15 camper la sera di sabato nel parcheggio in centro a Comacchio, lungo l’argine che delimita a Nord le omonime valli; arrivati giusto in tempo per goderci il tramonto sulle valli e gustarci un esagerato stuzzichino a base di alici marinate, acciughe, formaggi, vino, bibite, acqua, etc. etc. etc. (tutto quanto e ancora di più di quanto potevano fornire i famosi 5,00 euro a persona raccolti  come “contributo spese”).

Clima un tantino afoso che non impedisce però ai più di gustarsi una passeggiata notturna con gelato per le vie del paese, autentico gioiello dell’architettura minore (e non) dell’area Ferrarese, impreziosito dalla presenza dei canali e con quello spettacolo unico rappresentato dai Tre Ponti ora perfettamente restaurati ed illuminati (chi non ha mai visitato Comacchio non perda l’occasione di fermarsi o di programmarvi un fine settimana).

Durante la notte, si dice a seguito di telefonata degli organizzatori, l’amico Giove Pluvio manda un sano acquazzone che pulisce l’aria e la rende più respirabile; al mattino trasloco a Sud delle valli, nella zona tra queste ed il fiume Reno (quello italico ovviamente).

Lasciati i camper nell’area di sosta di S. Alberto (ben capiente ed attrezzata con camper-service ed acqua) ci inoltriamo in bici lungo l’argine che separa il Reno dalle Valli con brevi soste per momenti di “birdwatching” (termine inglese assai di moda che, senza alcuna malevola allusione, significa letteralmente “osservare l’uccello”).

Dopo una sana pedalata di una decina di chilometri su buona strada sterrata una breve visita al cippo ove fu sepolta ed alla casa ove morì Anita Ribeiro da Silva sposata Garibaldi nella notte del 4 Agosto 1849 mentre con Giuseppe tentava di raggiungere Venezia per parteciparne alla difesa. Momento di raccoglimento, turbato dai profumi di un luculliano pranzo domenicale preparato sull’aia della cascina ed al quale non siamo purtroppo stati invitati.

Rientrati ai camper e calmati i morsi della fame si va all’Oasi di Ostellato dove ci è stata prenotata la sosta notturna su un bel prato in riva ad una delle Vallette. Alla sera, dopo un secondo stuzzichino offerto dall’organizzazione, ancor più esagerato di quello della sera precedente, sotto le stelle, cena quasi comunitaria, due chiacchiere, amenità ed infine tutti a nanna per prepararsi ad un nuovo e succulento “birdwatching” per il giorno successivo. E quanto si può ammirare percorrendo in bici o a piedi l’Oasi, soprattutto in termini di fauna avicola, è decisamente succulento. Il lunedì mattina, in piccoli gruppi, abbiamo girovagato per stradine ed argini che delimitano le Vallette e lungo le quali sono stati realizzati innumerevoli punti di osservazione attrezzati e con pannelli illustrativi sulle principali specie di animali che si possono osservare; ed è così che abbiamo fatto una autentica scorpacciata (visiva ovviamente) di cormorani, garzette, aironi di ogni colore e chi non le aveva mai viste (se non il giorno della nascita) ha potuto ammirare persino le cicogne

“Dulcis in fundo”, proprio prima di rientrare ai camper, a molti è apparso il Cavaliere d’Italia, uccello piuttosto raro da ammirare (se non in televisione), ma certamente tra i più suggestivi in particolare per le caratteristiche gambe rosse (... oh scherzo del destino!) 

[qualcuno alla vista del Cavaliere in volo è rimasto stupito attendendo magari una trasfigurazione, qualcun altro si è augurato in cuor suo uno schianto a terra, ma per fortuna nulla di tutto ciò è avvenuto e siamo così rientrati con animo sereno ai camper per il pranzo].

            Sulla via del ritorno incredibile spettacolo ci hanno offerto decine di carpe di dimensioni “mostruose” (roba da un metro e più) che sguazzavano, più che nuotare, in una vallecola non più profonda di 50 centimetri, con la bocca a pelo d’acqua per il pranzo del 2 Giugno, festa della Repubblica anche per le carpe, a base di moscerini di ogni specie. Qualcuno dice di aver visto anche una lontra attraversare il sentiero che stavamo percorrendo, ma la documentazione fotografica promessa non è ancora arrivata.

Al pomeriggio tutti a casa sotto un temporale da brivido che ci coglie nei dintorni di Cornuda .

Tutto molto bello e se potessi dare un consiglio (anzi due) a quelli che non c’erano direi:

-        innanzi tutto siateci la prossima volta, vi divertirete;

-        in secondo luogo, anche da soli, non perdetevi l’Oasi di Ostellato, magari in primavera, vale veramente il viaggio.

Una cosa vorrei dire anche a quelli che c’erano (e perdonatemi) :

-        una bella tavolata tutti in compagnia, almeno una volta nel corso di un viaggio, aiuta a conoscerci, stimola l’unione tra le diverse anime dello stesso Club e magari favorisce anche interessanti scambi di opinioni e perché no, connubi culinari.

Alla prossima                                            Sergio Carrari

 

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il Ponte degli Sbirri a Comacchio

Brindisi serale a Comacchio

 il parco dei bambini a S.Alberto

e l'adiacente ed ospitale area di sosta camper

pedalando lungo l'argine del Reno

birdwatching

 

 casoni di pesca

immagini delle valli dall'argine ciclabile

 

ed eccoci alle valli di Ostellato

... dopo tanto pedalare, la sete e l'appetito non mancano

serata in riva alle valli

 

la mattina esplorando le valli di Ostellato