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La
partenza era fissata per venerdì alle ore 17.00 ma alcuni equipaggi erano
già partiti il giorno prima (beati loro) ma, si sa, dover lavorare fa la
differenza e …accorcia i divertimenti, così ci siamo uniti
all’allegra banda solo nella serata di venerdì.
Con
spirito di abnegazione (se non ce l’hanno i presidenti chi ce l’ha?)
il buon Enzo ci ha fatto da guida verso Kitzbuhel e ci ha intrattenuto
piacevolmente con il” baracco” di bordo.
Viaggiando
di notte, a dir il vero non abbiamo potuto apprezzare nulla del panorama
tirolese in compenso, però, siamo passati per Cortina nel tardo
pomeriggio e i colori, i più belli che si possano vedere in autunno, ci
hanno confermato che è veramente una perla.
Torniamo
al Tirolo: frescolina l’aria serale al campeggio Michelhof dove siamo
arrivati dopo circa 4 ore accolti però con tanto calore dagli amici
camperisti partiti appunto prima di noi.
L’indomani
tutti o quasi in bici alla volta di Koessen con sosta tattica a S. Johann
dove si è potuto girovagare per il mercatino alla ricerca di specialità
gastronomiche e dove, volendo, ci si sarebbe potuti fermare tutto il
giorno perchè c’era pure uno stand enogastronomico di Valeggio sul
Mincio e l’orchestrina tirolese già impegnata a suonare e a bere birra
fin dalla prima mattina…Invece, esortati dal presidente e dalla sua
instancabile signora, siamo partiti (questa volta per davvero) alla volta
di Koessen.
Tra
vasti pascoli verdi dove ogni filo d’erba sembra essere tagliato e
pettinato a dovere (in uno abbiamo potuto ammirare un esemplare autentico
di “vacca stravaccata” che non capita spesso), costeggiando il
locale depuratore dove, per la sua igiene, perfino le anatre fanno il
bagno e boschi, dove nemmeno i funghi chiodini sono normali,
bensì “tappezzanti”, siamo arrivati dopo circa 23 km di piacevole
pedalata su stradine prima asfaltate poi bianche costeggianti il
fiume Grobache a m.589 sull’altopiano (una specie di Nevegal)
attrezzato per lo sci e per il parapendio. La sosta per il pranzo
l’abbiamo fatta col naso all’insù perché dall’alto della montagna
scendevano in continuazione coloratissimi parapendio e parecchi di noi
sicuramente avrebbero voluto provare l’ebbrezza di un volo.
Tra
musica tirolese e country, Adriana , Mauro e qualche altro hanno fatto
onore al gestore del tipico locale e si sono “abbuffati” di patate con
cipolla e wurstel, raccontandosi che…………. la pedalata era stata
faticosa!?
Rifocillati
e riposati abbiamo deciso di rientrare ma, sulla strada del ritorno,
abbiamo ritrovato una delle distese di funghi di cui sopra e siamo tornati
al campeggio belli carichi. Erano talmente tanti che in ogni camper alla
sera ne è stato cucinato un certo quantitativo e per due giorni il menù
è stato a base di funghi: a cena risotto (dico risotto con veri funghi
freschi) e a pranzo, il giorno dopo, pasta alla boscaiola.
Nemmeno
al “gambero rosso” ci avrebbero trattati meglio!
Per
rientrare a S. Johann, siccome la carta geografica non era
sufficientemente chiara, Sergio si è avvalso dell’aiuto di un giovane
ciclista del posto col quale, sempre pedalando, e ci ha fatto pedalare
davvero, è riuscito a fare conversazione in inglese, in tedesco e
non so quante altre lingue, lasciandoci esterefatti. Lo nomineremo
“guida internazionale dell’anno”.
Domenica
di nuovo tutti, o quasi, in bici alla volta di Kitzbuel. Sergio, che si
stava preparando per i mondiali ma non ce lo aveva detto, ha scelto una
strada bella, di soli 9 km scenografia, pittoresca ma, con tante salite.
Così quella che avrebbe dovuto essere una piacevole biciclettata si è
rivelata più faticosa del previsto e non ci è rimasto molto tempo per
vedere la città, in compenso, sappiamo tutto sul cimitero perché lì
siamo arrivati.
In
allegria, come al solito, con belle tavolate imbandite, i canti e le
risate, da sbellicarsi quando si è cercato di far dire alla
“first lady” qualche proverbio in dialetto bellunese (e si è
anche capito perché la chiamano la “drink lady”); il soggiorno si è
concluso con una sola nota stonata: il blackout di domenica in Italia.
Non c’erano notizie certe, sapevamo solo che, se arrivati al confine ci
fosse sembrato pericoloso rientrare in Italia, avremmo girato i campers,
pronti per un altro, bellissimo viaggio.
Al confine italo – austriaco, ci siamo fermati per una sosta fisica e
tecnica e in quella occasione ci siamo salutati augurandoci di ritrovarsi
per una nuova avventura con o senza bici.
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St.Johann |
ciclisti....... |
........"strachi" |
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St.Johann
in Tirol
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aria
di festa
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mitica
orchestrina tirolese
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Partir
bisogna......
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Un
uomo solo al comando..
niente
può fermarlo se non..
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...che
siano commestibili?
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a
giudicare dai visi soddisfatti, sembra di sì
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