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La Romania ..... suonata
a più mani
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Credevamo che la Romania fosse un paese dove pochi avrebbero pensato di andare ed invece ci siamo trovati in Redazione con ben due articoli forniti da soci che ci avevano passato, e con piena soddisfazione, le vacanze nell'estate 2000; abbiamo così deciso di raccontarvela...suonata a più mani. |
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IL
MARAMURES E LA BUCOVINA, TERRE DEL NORD, VISTE ATTRAVERSO GLI OCCHI DEI
CONIUGI BONA
Nel
mese di agosto partiamo per una vacanza con meta Ungheria e Romania:
obiettivo principale Budapest e i monasteri della Bucovina. Dopo
una settimana in Ungheria con visita a Kasteli, Vespren, il villaggio di
Hollocun, a Budapest costeggiando il lago Balaton. Dopo Budapest Heger, la
Putna e la piana di Ortobagi ci siamo diretti verso la Romania. Nei
pressi del confine sosta nel cortile di una famiglia che ha un camping
“fai da te”. Qui fortuna vuole che incontriamo Anna e Carlo camperisti
toscani abnche loro diretti in Romania a visitar monasteri. D’incanto
il viaggio di per se interessante diventa ancora più piacevole per la
carica di simpatia e allegria di Anna e Carlo ( che salutiamo caramente
sapendo che leggono la nostra rivista). Assieme
decidiamo di seguire l’itinerario proposto da Plein Air (giugno ’99 n.
323). Oradea-Satu Mare-Baia Mare, città che testimoniano la differenza
enorme tra la vita di campagna e l’industrializzazione, traffico
caotico, degrado urbanistico e sociale del tessuto urbano. Sapinta
con il cimitero allegro, veramente allegro da non sembrare un cimitero. Ed
eccoci nel Maramures con le splendide chiese di legno ed i portali
intagliati delle case, vere opere d’arte. Pernottiamo
(in mancanza di campeggi) chiedendo ospitalità alle famiglie, agli hotel
che si trovano in zona, ottenendo sempre cortesia e disponibilità. Ricordiamo
l’accoglienza del direttore e dei bambini (alcuni figli di Rumeni che
lavorano in Italia) della colonia “Cascada” dove abbiamo pernottato in
assoluta tranquillità. Ciampolung
Maldovenesc: bivio per i monasteri. Il primo Moldovita incantevole,
magico, forse anche perché è il primo. Qui madre Tatiana si offre a
farci da guida parlando un francese misto a spagnolo e qualche parola di
tedesco e italiano. Poi avanti fino allo splendido monastero di Sucevita
(secondo noi il più bello) grazioso scenario architettonico quando lo si
intravede scendendo dalla strada in mezzo agli alberi. Nelle vicinanze vi
è un campeggio accogliente. Alla visita al monastero ci accompagna una
guida che parla italiano avendo lavorato per alcuni anni nel nostro paese.
Fina è il suo nome, ci invita per il giorno seguente ad un pic-nic nei
dintorni della sua città, ci accompagna alla visita della fabbrica
artigiana della ceramica nera a Murginea ed al coloratissimo e suggestivo
mercato di Radauti. Poi a Putna quindi a Dragomirna, splendido nella sera.
Pernottiamo nel parcheggio antistante e al mattino a Suceava per riparare
una gomma forata nelle strade a volte veramente impossibili. Giungiamo
nel tardo pomeriggio a Homorolui sosta nel parcheggio vicino al monastero
anch’esso splendidamente affrescato. Arriviamo alla vigilia del 586°
anniversario della sua fondazione troviamo una calorosa accoglienza e
veniamo informati del programma dei festeggiamenti del giorno dopo.
Vogliamo ricordare la simpatica “custode” del parcheggio, la
venditrice di tappeti e uova dipinte che canta nel coro del pese e
soprattutto Nicoleta che ci illustra la storia del paese e del monastero. A
chi è interessato indichiamo il suo indirizzo per avere ospitalità nella
sua casa , pernottare e gustare la cucina tipica rumena ad un costo molto
contenuto. (BELECA NICOLETA
comuna Monasteria Humorului Judetul: Suceava 5911). Il
giorno dopo, domenica, assistiamo ai suggestivi riti ortodossi e allo
spettacolo con le orchestre e ballerini che vengono dalla vicina Ucraina.
Dopo due giorni ripartiamo per Voronet detto “il gioiello della Bucovina”
con il suo incantevole azzurro, l’ampio parcheggio è un grande
mercato di tappeti e cose varie. Neamt
grandioso in un’oasi di pace e tranquillità, dormiamo nel parcheggio
prospiciente il monastero. Ricordiamo la fatica per attingere acqua dal
monumentale pozzo. I pozzi, frequenti sono preziosi per il rifornimento
d'acqua mancando spesso le fontane. Nel pomeriggio ci spingiamo fino al
monastero di Secu dove tocchiamo con mano la povertà della vita
monastica, la semplicità e disponibilità dei monaci. Passiamo
attraverso le gole di Bicaz selvagge, suggestive dal paesaggio
interessante e vario. Dopo il lago di Rosu con i pini pietrificati, in
fondo alla valle troviamo un modesto campeggio pulito ed ospitale. Ed
eccoci nella città di Dracula: Sighisoara dal bel castello, la chiesa e
il fascino della leggenda. Dopo
questo riassunto del viaggio un invito ai camperisti che ancora non hanno
visitato la Romania: fatelo prima che diventi turismo di massa perdendo
quel fascino che ancora conserva specialmente fuori dalle grandi città.
Sufficienti i rifornimenti, disponibile la gente. Non abbiamo incontrato
nessuna difficoltà. Ci ritorneremo per visitare la parte meridionale. Un’ultima
considerazione: viaggiare assieme può essere molto bello quando si è in
sintonia. Noi incontrando Anna e Carlo siamo stati fortunati Giorgio
e Lucia Bona |
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TRA ACQUA E CIELO . IL DELTA DEL DANUBIO VISTO CON GLI OCCHI DEI CONIUGI CARRARI
“Cavalcarono lontano lontano fino al Danubio…….” così recita un canto popolare sloveno (scusatemi la dotta citazione che non è ovviamente mia, ma è tratta dalla prefazione di quello splendido libro di Claudio Magris che si intitola “Danubio”, un libro che consiglio a tutti quelli che si vogliono avvicinare con interesse al grande fiume); ed è proprio con l’idea di una cavalcata verso un luogo lontano, lontano che abbiamo percorso in tre camper, tutti soci del C.C.Belluno, quella strada che ci portava dal Nord della Romania fino giù ad incontrare il grande fiume e il suo Delta. Un brevissimo inciso è d’obbligo per ribadire quanto già detto da…….Bona; venivamo anche noi dal Maramures (la terra dei Celti liberi, dove né i Romani né gli Ottomani hanno mai dominato e dove neppure Ciausescu sembra aver lasciato un segno tangibile, una regione dove la storia ha avuto ed ha percorsi e ritmi diversi da quelli cui siamo abituati); avevamo anche noi visitato i Monasteri della Bucovina, centri d’arte, di vita e di spiritualità, di una bellezza da mozzare il fiato (da soli valgono il viaggio) Lasciate le bellezze frutto dell’opera dell’uomo ci dirigevamo a Sud per ammirare l’opera della natura. Il primo impatto col grande fiume lo hai quando arrivi a Galati o a Braila, a seconda dell’itinerario che segui; qui si lascia la Moldavia per passare in Dobrugia, la regione racchiusa tra il Danubio ed il Mar Nero; il fiume risale da Sud verso Nord e proprio a Galati gira ad angolo retto verso Est per buttarsi in mare dopo aver creato il Delta; il fiume va attraversato su di una chiatta perché non ci sono ponti e quando arrivi all’imbarcadero, lungo una strada sterrata e polverosa, (noi abbiamo traghettato a Braila) quando vedi le chiatte che fanno servizio, ti vengono subito in mente certe carrette del mare viste purtroppo troppe volte in televisione fermarsi nei porti della Puglia cariche di profughi; la quantità di ruggine è la stessa ed anche il numero di persone a bordo, ma alla fine, stando un po’ attenti nel salire e nello scendere col camper per evitare di toccar sotto ed infischiandosene degli ampi gesti del marinaio che ti invita a far presto ed andare tranquillo (tanto la coppa dell’olio non è sua), il tutto si risolve in un quarto d’ora di simpatica gimcana tra motorini, vecchie 124 o 125 e sgangherati camion carichi di “non si sa che”. Il Delta si annuncia poi con un retroterra di colline a volte anche coltivate e con zone a vigneto ed infine si raggiunge Tulcea. Tulcea è la porta del Delta, una città di 80.000 abitanti, con la presenza anche di qualche discreto edificio moderno posto lungo il fiume a fianco di un centro storico ottocentesco non esaltante ed in stato di parziale degrado che nasconde alle proprie spalle i quartieri popolari ove imperano i terrificanti condomini realizzato dalla peggior architettura di regime. Tulcea è la cerniera tra il Delta e l’entroterra, è città portuale (da qui verso Est fino al mare che dista circa 90 Km si va solo in barca) ed è città industriale ove si lavorano i prodotti che dal Delta e dal mare arrivano. Per entrare nel Delta, e magari raggiungere Sulina, la cittadina posta sul mare proprio alla foce del Danubio, bisogna quindi servirsi della barca e le possibilità sono sostanzialmente due: 1. partecipare ad una crociera organizzata da centinaia di turisti su grosse imbarcazioni che percorrono uno dei tre grandi rami in cui il Danubio si divide (aiutato anche dalle grandi opere idrauliche realizzate tra la fine dell’Ottocento ed i primi del Novecento), ce ne sono di tutti i gusti e di durata da uno a più giorni e toccano i paesini posti lungo questi canali; 2. fare i “turisti fai da te” noleggiando una imbarcazione con relativi addetti e farsi portare, secondo un giro già prestabilito, lungo canali anche minori, per tutta la giornata. Noi optiamo per questa seconda soluzione con una barca per 10 posti (le offerte non mancano e ti arrivano appena metti il piede a terra dal camper); non abbiamo ovviamente la controprova, ma l’esperienza è stata positiva con un costo anche relativamente basso, sulle £ 30.000 a persona compreso un pranzo a base di sconosciuti pesci cotti con acqua e tanto aglio disinfettante o arrostiti, consumato presso una capanna di pescatori (il ristorante non era il massimo, ma siamo sopravissuti); unico inconveniente, non ci siamo capiti su chi doveva portare vino e birra per cui siamo dovuti andare ad acqua. Ma ciò che conta non è ovviamente il pranzo ma lo spettacolo degli infiniti canali, dalle rive coperte di una rigogliosissima vegetazione che va dal bosco al canneto, popolati da ogni sorta di uccelli; garzette, aironi neri e cinerini, cicogne, fenicotteri, cigni e pellicani non ti lasciano fermo l’occhio un momento ed è là che ti penti di non essere un bravo fotografo per riuscire a fissare nella pellicola (per te e per gli amici a casa) quelle immagini che ti volano intorno; ti dà un po’ di pace e di preoccupazione il cormorano che si immerge a mo’ di sub per pescare e non riemerge più, ti viene la paura che si sia sentito male, che stia per affogare, ma poi, dopo una sessantina di secondi, eccolo rispuntare 50 metri più in là e prendere il volo ed andarsene via rasente al pelo dell’acqua. Il Delta non è però solo canali: grande circa 6.000 Kmq (quasi il doppia della provincia di Belluno) esso è costituito da immense foreste e da grandi laghi ed è il lago Fortuna, uno dei più ricchi dal punto di vista ornitologico, quello che attraversiamo in questo nostro primo giro. Il Delta è popolato da circa 50.000 abitanti (oltre a Tulcea) e la maggior parte di questi, la cui principale occupazione è la pesca, vive in paesini sparsi lungo i rami principali, ma alcuni vivono ancora in gruppi di capanne sparse negli isolotti e realizzate interamente con struttura e copertura in canne; gli abitanti del Delta sono per lo più “lipoveni”, un gruppo giunto nel ‘700 dalla Russia da dove fuggì per motivi religiosi; gente aperta e laboriosa che si insediò in queste terre; ancor oggi dimostrano il loro carattere gioviale salutando al passaggio e sorridendo cordialmente; certamente le loro condizioni di vita quotidiana non sono tra le più invidiabili, al punto che per noi che li vedevamo dalla barca diventarono ben presto “gli sfigati”. Ma il Delta non si ferma a Tulcea; con un po’ di spirito d’avventura e se disposti a viaggiare a 20 o 30 Km/ora per evitare le buche si può raggiungere in un’oretta il paesino di Murighiol (chiamato anche Indipendenzia), nella parte centro meridionale del Delta, lungo il braccio di Sfintu Gheorghe; ci siamo arrivati trovandoci anche un campeggio in stato di semi-abbandono, ma comunque sufficiente per chi viaggia in camper. Da qui la seconda escursione, stavolta fatta con un pescatore, su un barchino dove trovano posto solo quattro persone; il barchino viaggia con un piccolo motore o spinto dal bastone puntato sulla terra del fondo grazie al quale, se il pescaggio è molto basso, ci si può inoltrare in canali e canalini ove la profondità dell’acqua non supera il metro e così, oltre agli uccelli, arriviamo a toccar con mano (senza strapparle!) le ninfee bianche e gialle, l’iris, l’acetosella e l’aldovranda; partiti alla mattina alle 7.00, quando ancora gli uccelli stanno in acqua e non si rifugiano in zone ombrose, è un’emozione fortissima percorrere nel silenzio più completo i canali tra le isole di canne e sbucare in grandissimi stagni dove ogni tanto si incontra qualche pescatore; ma l’emozione più forte ve la procura il vostro accompagnatore avvicinandosi a motore spento e sottovento a stormi di cigni o pellicani fermi in acqua e poi, giunto ad una cinquantina di metri, procurando rumore con l’accensione del motore: l’alzarsi in volo di uno stormo di cinquanta o cento cigni contemporaneamente ha dello stupefacente ed è uno spettacolo impagabile; i pellicani poi, visti nel loro mondo e così da vicino ti fanno promettere a te stesso che lì ci devi tornare. Un mondo unico il Delta, di rara bellezza naturalistica, che meriterebbe probabilmente una settimana di sosta per coglierne anche taluni aspetti meno eclatanti, ma non per questo meno interessanti. Credo sia il caso di fermarsi qui, probabilmente l’ho fatta anche troppo lunga, ma permettetemi due consigli prima di salutarvi: 1. ritornando dal Sud verso il Nord non dimenticatevi i monasteri dell’Oltenia nella zona di Rimnicu Vilcea, anche questi degni di stare alla pari con quelli della Bucovina; 2. ripetendo quello che hanno già detto i coniugi Bona, andateci prima che diventi preda del turismo di massa (che già in qualche posta sta spuntando). Ciao a tutti da Sergio, Angela e Davide Carrari
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Notizie utiliPer informazioni: fam. BONA - Feltre “ CARRARI Sergio - Belluno – tel 0437-927454 “ CHERUBIN Rudy - Limana – tel 0437-97893 Qualcosa potete anche trovare su Internet, non moltissimo; oltre che sui tradizionali siti per campeggiatori/camperisti potete visitare: www.romania.it sito dell’ufficio turistico rumeno www.viaggisicuri.mae.aci.it sito dell'ACI www.canad.ro/itcultro sito dell'Istituto Italiano di Cultura www.turism.ro e romanian.com siti informativi (in inglese)
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