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La scoperta dell'agricampeggio di Monica Clai |
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Equipaggio (due persone e un cane)
Non ci eravamo mai mossi con il camper durante l'inverno: non amiamo il freddo e fin'ora avevamo sempre sospeso anche l'assicurazione nel periodo invernale. Anche l'anno scorso, a dire il vero, ma all'ultimo momento, alla Vigilia di Natale, incontrando tutti i camper in transito da Belluno per raggiungere le mete turistiche invernali, ci è venuta una voglia da matti di mettere in moto anche il nostro. Dove andare con una settimana di tempo? Al Sud, in cerca di un clima più mite, di luoghi meno affollati e di bellezze storico-artistiche e paesaggistiche di cui il nostro Paese non scarseggia di certo. Scartata la Sicilia perché ci sembra troppo lontana decidiamo di far rotta verso la Puglia. Un giro di telefonate e ci rendiamo subito conto che i campeggi sono tutti chiusi, anche quelli che nel Portolano di Plein Air sono indicati come annuali. Così, per assicurarci un posto tranquillo per passare la notte, proviamo a contattare qualche agriturismo. Il Portolano ne segnala molto pochi quindi ci muniamo di una guida (Agriturist 2000: agriturismo e vacanze verdi) in cui per ogni azienda agricola vengono elencate le sigle delle attrezzature che la caratterizzano tra cui appunto anche la possibilità di fare campeggio. Scopriamo in questo modo, del tutto casuale, la possibilità di organizzare viaggi e vacanze appoggiandosi per la sosta a casali, fattorie, castelli e ville antiche circondati da una natura incontaminata (spesso con sistemi di coltivazione biologica e con la possibilità di pranzi vegetariani), molto spesso anche con piscina e cavalli, ma soprattutto in contesti paesaggistici molto suggestivi. Lo spazio nel quale decidiamo di muoverci è quello compreso tra le provincie di Foggia e di Bari, attraverso i celebri uliveti delle alte Murge che si estendono tra Canosa, Andria ed Altamura e toccando la costiera da Bari alle Saline di S. Margherita di Savoia fino al promontorio del Gargano. Lo scopo del
viaggio diventano: Castel del Monte, i celebri gioielli del romanico
pugliese, i trulli di Alberobello e le Grotte di Castellana; oltre ad
un'abbondante scorta di olio, arance e vasi e vasetti di olive, pomodori,
melanzane, zucchine e tutto il ben di Dio letteralmente che cresce in
questa terra. Dopo la prima
sosta al campeggio "La Bussola" di Manfredonia andiamo a
visitare la piccola e suggestiva Chiesa di S. Maria di Siponto, una
costruzione romanica del sec. XI, di sapore arabo-bizantino, a pianta
quadrata con cupola e paramento esterno al arcate. Si riparte in
direzione Canosa di Puglia e Andria per raggiungere Castel del Monte dove
troviamo un altro equipaggio di camperisti di Trieste. Non voglio
raccontare le solite cose ma solo ricordare che il monumento più
suggestivo dell'imperatore Federico II fu impostato sul numero otto e ne
rappresentò, in un certo senso l'apoteosi: ha infatti un perimetro
ottagonale ed ha otto torri anch'esse ottagonali, otto è il numero dei
saloni sia al pian terreno che al primo piano. L'architettura medievale
utilizzò molto la forma ottagonale per la realizzazione di edifici sacri
e non solo in quanto l'ottagono è simbolo di purificazione e di
rigenerazione spirituale, ma anche, dato il particolare valore esoterico
della struttura, secondo una precisa volontà simbolica, matematica e
astronomica. Dopo aver
spaziato con lo sguardo all'infinito sulle campagne circostanti fino al
mare per l'eccezionale luce e trasparenza dell'aria, ripartiamo alla volta
della Masseria Pedale dove
passeremo la notte. La sig.ra Rosa
che ci accoglie, ci offre un'ospitalità assolutamente squisita pur non
essendo attrezzata al campeggio (infatti non aveva il relativo simbolo
nella guida, ma data la collocazione e l'invitante fotografia proposta
nella guida abbiamo telefonato e trovato positiva risposta alla nostra
richiesta senza nessun problema). La padrona ci
fa parcheggiare in uno spiazzo di fianco all'edificio principale, un
antico casale di campagna del '700/'800, ci fornisce la corrente elettrica
e solo per noi due, alle nove di sera, prepara una cena con i fiocchi in
una saletta molto accogliente con il caminetto. La mattina
seguente, con un tempo splendido anche se un po' ventoso, andiamo a
visitare le scuderie con oltre venti cavalli e gironzoliamo un po per la
campagna, che si estende coltivata ad ulivi a perdita d'occhio.
All'orizzonte, sull'unico rilievo, si staglia nitida la massa di pietra
bianca di Castel del Monte. Peccato non
avere le biciclette. Le stradine sterrate che attraversano i poderi sono
molto invitanti ma purtroppo d'inverno le giornate sono corte e salutata
la sig.ra Rosa che ci ha ospitato con tanta cortesia e familiarità
partiamo alla volta dei capolavori dell'architettura romanica della
Puglia: le Cattedrali di Trani, di Ruvo di Puglia, il Duomo di Bitonto e
il Duomo di Bari. La cittadina di Trani è bellissima, raccolta attorno ad
un riparato porticciolo sulle cui banchine si svolge la vita cittadina con
le bancarelle del pesce, della frutta e della verdura e sul quale si
affacciano bellissimi palazzi con locali e negozi al piano terra. Il porticciolo
è delimitato da un lato da un parco pubblico e dall'altro dalla splendida
cattedrale, protesa verso il mare quale segnale per i naviganti e i
pescatori in arrivo. In tufo calcareo la facciata e l'altissimo campanile
che si imposta su un grande arco a sesto acuto ci appaiono completamente
circondati dal blu del cielo sopra e del mare all'orizzonte. La costiera in
direzione di Bari ci regala scorci su un mare dai colori primaverili, il
sole riempie il cielo e a Bari illumina con violenza la Basilica di San
Nicola oggetto di recenti ripuliture che hanno riportato la pietra
all'antico candore. San Nicola fu
costruita per conservare le reliquie del Santo trafugate da Mira nel 1087
da un gruppo di 62 marinai baresi insieme ad alcuni sacerdoti. La Basilica
rappresentava anche una tappa fondamentale per i pellegrini che si
recavano in Terra Santa. Testimone dell'avvicendarsi di popoli stranieri
nel sud Italia, la Basilica presenta elementi classici, arabi, lombardi,
bizantini e normanni, ma senza che questi le conferiscano un carattere
ibrido. La costruzione si configura in modo originale e autonomo nella
scelta di elementi architettonici e scultorei divenuti poi modelli
per le chiese locali. Procedendo
lungo la costiera in direzione sud, all'uscita da Bari non si possono non
vedere le abominevoli torri, come immense navi fantasma alla deriva,
promessa di appartamenti superaccessoriati vista mare, megastruttura
dell'arch. R. Piano, che si spera vengano al più presto fatte saltare. Ci rechiamo poi
a Bitonto, cittadina dal centro storico molto interessante: viuzze
dall'originaria pavimentazione in pietra strette e tortuose girano attorno
a palazzi dall'aspetto nobile e possente. Vi sono molti cantieri per
restauri e ristrutturazioni e anche il Duomo, edificio molto importante
sia per le dimensioni che per le caratteristiche architettoniche, derivate
dal linguaggio pisano, è appena stato restaurato, tanto che il cantiere,
per le sistemazioni esterne della pavimentazione, non è ancora chiuso. Chiudiamo il
percorso attraverso le cattedrali romaniche con Ruvo di Puglia. Il centro
storico della cittadina è molto ben conservato: qui la composizione
urbanistica è più regolare, le stradine sono organizzate su una maglia
ortogonale che configura in modo preciso
gli isolati e le cortine edilizie. Man mano che ci si avvicina alla
Cattedrale gli edifici risultano sempre più importanti fino ad aprirsi su
una bellissima piazza che accoglie l'edificio religioso. Avevo visto
queste Cattedrali solo in fotografia ma non mi aspettavo di trovare dei
monumenti così importanti dal punto di vista artistico, così ben
conservati e soprattutto inseriti in contesti urbanistici così
interessanti. Ormai con il
buio, ci mettiamo alla ricerca della Masseria
Modesti che ci ospiterà per questa notte. Si tratta di un'azienda
agricola di 300 ha situata nell'alta Murgia a 12 Km da Ruvo di Puglia (se
non si sbaglia strada!). Questa azienda è attrezzata con un'area per la
sosta dei camper, illuminata e con le colonnine per la corrente elettrica
dotate di presa CEE, il proprietario ci ha dato le chiavi di una casetta
adibita a servizi igienici e docce. Inutile dire
che non c'erano altri equipaggi e solo per noi hanno aperto la cucina e ci
hanno preparato una deliziosa cenetta a base di prodotti locali. Il giorno dopo,
sempre assistiti dal bel tempo, attraversiamo le Murge scendendo verso
Altamura: è la "Puglia petrosa", la terra dei trulli, che danno
il nome alla porzione di sud-est dell'altopiano, che digrada ondulato e
verde di intense coltivazioni, verso l'Adriatico. Arriviamo ad
Alberobello e visitiamo la parte più antica del paese, universalmente
famoso per il singolare tipo di costruzioni in pietra, simile al nuraghe
della Sardegna, anche se i trulli, che si vedono ad Alberobello non sono
particolarmente antichi (si arriva
al massimo a tre quattro
secoli addietro). La spiegazione
"storica" di questo tipo di abitazione ci viene fornita da uno
dei proprietari: in questo insediamento l'imposizione di costruire a secco
dava al signore feudale la facoltà di cacciare il colono a suo arbitrio,
demolendo l'abitazione "precaria". Il locale
calcare stratificato non ha solo fornito i conci dei muri perimetrali dei
trulli, ma anche la materia di cui sono fatte le celebri
Grotte di Castellana: stalattiti e stalagmiti dalle forme
fantastiche che si allineano per tre chilometri, una cinquantina di metri
sotto il terreno e che ci offrono riparo durante un temporale che ci
sorprende il pomeriggio dell'ultimo dell'anno. Passiamo la serata e la notte di S. Silvestro in un piccolo agriturismo ("Padre Sergio") fra mandorli, olivi e trulli, vicino a Monopoli, al margine della "Valle d'Itria". Si mangia all'interno di un trullo ristrutturato con garbo, godendo del fuoco del caminetto e della ormai consueta ospitalità di questa terra. L'indomani si
riparte, risalendo per la costiera adriatica, verso Bari. La giornata è
splendida e i suoi gioielli, S. Nicola e la Cattedrale, brillano alla luce
del sole. Visitiamo il centro storico "Bari vecchia" e poi
risaliamo fino al Gargano, ultima tappa del nostro viaggio. Il giorno
dopo, con un tempo decisamente primaverile, compiamo il periplo del
promontorio fino a Peschici, dove ci sistemiamo presso l'agriturismo
"Il parco dei Daini" su una collina con vista sulle isole
Tremiti, tra vigneti e uliveti. Anche qui si produce olio e così questa
volta ne facciamo scorta: ci sembra buono e decisamente conveniente. L'ospitalità
è sempre cordiale e sincera ma ormai ci siamo abituati: lasciamo la
Puglia con la ferma intenzione di ritornare, magari il prossimo anno, a
Natale. P.S. Tra le
aziende agricole segnalate nell'articolo quelle attrezzate con area per
camper sono: Massera Modesti e Parco dei Daini. Quest'ultima non ha
un'accesso facile ai mezzi di grande dimensione: noi viaggiamo su un
Mobilvetta 52 (cm 520 x 210 x h.290). Abbiamo
comunque potuto constatare che molti agriturismi che nella guida non hanno
la segnalazione del campeggio sono di fatto disponibilissimi ad accogliere
i nostri mezzi fornendo acqua e corrente. E' sempre opportuno chiedere
prima informazioni sull'accessibilità al luogo e sugli spazi di manovra:
la maggior parte infatti dispone di grandi spiazzi dove i camper possono
stare benissimo e non sono invece adatti ad equipaggi in tenda. Non è
obbligatorio consumare i pasti presso l'azienda che ci ospita ma per gli
appassionati delle cucine regionali è un'occasione da non perdere.
Consumando un pasto la sosta generalmente è gratuita. A Pasqua
percorrendo la superstrada Cesena-Orte ci siamo fermati presso il
"Castello Sorci" dove si può anche pernottare con il camper in
un grande spiazzo sterrato. Qui ogni giorno servono un menù diverso, le
pietanze sono sempre freschissime e l'ambiente è molto gradevole. Si
trova ad Anghiari vicinissimo all'uscita di Sansepolcro dove merita
senz'altro una visita il museo che conserva alcune delle più belle opere
di Piero della Francesca.
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