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Tour de Corse

 

 

   

 

di Bruno , Francesca e Giulia Bonfanti

      

    

Solcatela il più possibile, quest'isola...

La vera Corsica non appartiene al perimetro delle coste che stanno a guardare

 - pacate - le torri genovesi. Le insenature, i golfi, le interminabili spiagge

 hanno sì dello charme, ma l'autenticità si trova nell'entroterra, là dove si

 stendono i castagneti, là dove si ergono le montagne, dove i villaggi si

 aggrappano alla terra per non diventare deserto. E’ vero, "bisogna

 guadagnarsela", la Corsica, resistere alle strade tortuose, ai sentieri per capre,

 ai pendii scoscesi, ai precipizi senza fine…

Jérôme Camilly Giornalista-Scrittore

 

Sbarcati a Bastia, ancora eccitati dall’avvistamento di una balenottera durante la traversata, ci dirigiamo subito verso sud lungo la N 198. Il paesaggio, percorrendo questa statale, non ha molto da offrire e solamente dopo Solenzara diventa interessante. Noi tentiamo comunque una deviazione verso gli Stagni D’Urbino e .. ci azzecchiamo clamorosamente! Alla fine della strada, stretta e non bella, troviamo un pittoresco ristorante galleggiante dove con poca spesa c’è servito pesce e dell’ottimo vino bianco. Un po’ allegri (eufemismo!) ripartiamo per Pinarellu dove raggiungiamo gli amici, la solita Bozzi’s Band, che ci aspettano in campeggio e insieme ai quali faremo il giro dell’isola.

Dopo un paio di giorni di mare, baia bellissima e acqua uguale, noi uomini decidiamo di esplorare l’entroterra in bicicletta. Da veri esperti partiamo alle 14,00 che, come tutti sanno, in piena estate è l’ora migliore per farsi una pedalatina. Andiamo verso le montagne de l’Ospedale, ricoperte da boschi con sembianze di parco americano e dominate dal massiccio del Col di Bavella. Andateci, magari anche per una escursione a piedi, ne vale la pena. Altro giro da fare, pianeggiante, panoramico e alla portata di tutti, è verso Cala Rossa, passando da S.Cipriano e verso il Golfo di Sogno.

Il nostro Tour de Corse prosegue in direzione di Porto Vecchio, bella cittadina, affollata ma comunque meritevole di una sosta serale per un po’ di mondanità. Ripartiamo al mattino verso Bonifacio, ma non c’è verso di fare strada perché la Plage de Palombaggia, il golfo de Santa Giulia e la Baia de Rondinara, dove ci fermeremo per qualche giorno, ci obbligano a soste forzate dalla loro incredibile bellezza. Siamo poi andati verso  l’Etage de Balistra, ritrovo dei surfisti della zona, percorrendo uno sterrato molto impegnativo per il camper. La "strada" non è segnata sulle cartine, ma con un po’ di attenzione troverete il cartello segnaletico. Se amate l’avventura andateci, vi stupirete e stupirete i fighetti in fuoristrada e i soldati della Legione Straniera che da lì partono per una delle loro prove di sopravvivenza.

Con il camper ancora intero e con tutte le viti al proprio posto, arriviamo a Bonifacio e, dopo aver parcheggiato vicino al porto, partiamo a piedi per la solita visita turistica. Troviamo posto per la notte in un piccolo campeggio verso la Plage de Piantarella. Ceniamo, guardando l’Arcipelago della Maddalena, con un piatto "quasi" sardo, maialino arrosto e vino patrimonio, ringraziando il cielo di non essere vegetariani e astemi. Il giro prosegue per Sartène e Propriano verso Ajaccio. Arrivati al bivio nei pressi del Col de Celaccia,  qualcuno decide di andare a vedere il sito preistorico di Filitosa. Dieci chilometri di discesa per una strada larga quanto il camper. Ci è andata bene che non abbiamo incrociato nessuno! Il posto è carino, organizzato bene con i sentieri tenuti in ordine e tanti bei "sassi" a forma di menhir messi in fila. Un po’ caro ma interessante. Molto più bella, a parer mio naturalmente, è la spiaggia che si trova subito dopo.

Superata Ajaccio, dove abbiamo visto qualche cosa che ha a che fare con Napoleone, prendiamo la strada (N193) per Corte, eletta capitale da Pascal Paoli, eroe indipendentista corso, nel breve istante della sua indipendenza.  Con Goffredo decidiamo di andare per un po’ in bici e, abbandonati (sich!) i nostri amati mezzi nelle mani tremanti delle nostre mogli ci spariamo una quarantina di chilometri superando il Col de Morello e il Col de Bellagranajo. I paesaggi sono appenninici e i paesi pittoreschi. Nei pressi di Corte troviamo il traffico bloccato e, indagando sulle cause, il nostro presentimento trova conferma. Due donne italiane sono entrate in città con i camper, bloccandola. Naturalmente facciamo finta di niente!

Dopo una giornata dedicata all’ozio e alla visita della città, con degustazione di ravioloni? fritti (buonissimi, eccellenti, ...da litigare con i figli per la spartizione) ripieni di brocciu, tipico formaggio corso, decidiamo di risalire, in bici,  la valle della Restonica. La strada, asfaltata ma comunque sconsigliabile ai camper, costeggia per lunghi tratti il fiume dove gli abitanti di Corte (cortesi? Chissa!) vanno a fare il bagno.

I primi dieci chilometri in salita fino al Pont de Tragone, sono "facili", circa 400 m. di dislivello poi, 4,5 km. e 600 m. di dislivello (fate voi il conto della pendenza) sono di sofferenza pura. Ma che posto! Ancora una volta la natura di quest’isola è incredibile!

Si sale tra boschi di faggi e pinete costeggiando il fiume spumeggiante, poi, superato il ponte e usciti dal bosco, la valle si apre e ci ritroviamo nel bel mezzo delle Alpi Carniche. Semplicemente fantastico! Ne valeva la pena. Arrivati al piazzale del rifugio ‘U Stazzu, ci dirigiamo verso un coso, non so cos’era, un rifugio, una spelonca, un qualcosa fatto di sassi con quattro tavoli fuori, ma dove abbiamo mangiato dei panini eccezionali guardando i 2250m. del Capo a u Chiostro.

Ripartiamo, col camper, in direzione di Porto. Strada per Bastia poi, dopo circa 15 km. svolta a sinistra per Scala di Santa Regina, stretto corridoio selvaggiamente tagliato nelle rocce rosse. I canyon desertici, le valli, rocciose prima e alberate dopo, che si attraversano sono di una bellezza incredibile, come incredibili sono certi paesi arroccati sulle montagne circostanti. Tutto questo, comunque, non è niente in confronto a quello che ho visto sul Col de Vergiu (1450m.).

Come tutti sapete, altra cosa tipica della Corsica sono i maiali allo stato brado, soprattutto in montagna. Al contrario dei corsi sono socievoli e, se gli date da mangiare, anche di più. Stavamo facendo le foto di rito quando, ad un tratto grida disperate ci giungono dal camper dei Bozzi che, subito dopo, vediamo partire a razzo. Li raggiungiamo dopo un lungo inseguimento, praticamente a Porto, dove veniamo a sapere cosa era accaduto. Una scrofa (o era uno "scrofo"?) aveva tentato un’incontro "amorevole" con Goffredo.

Quello che c’è da vedere, tra Porto e Capo Rosso, Le Calanche di Piana, non ho coraggio di descriverlo e vi lascio al commento di Guy de Maupassant: "Mi fermavo stupefatto davanti queste incredibili rocce di granito rosa, alte quattrocento metri, strane, tortuose, rose dal tempo, sanguinanti sotto gli ultimi fuochi del crepuscolo e prendenti tutte le forme, come un popolo fantastico di una favola, pietrificato da qualche potere soprannaturale."

Ci son dei luoghi dove la razionalità, la più convincente si interroga suo malgrado sui misteriosi poteri regolati dalla natura. La geografia fornisce una spiegazione a questo tormento pietrificato. Percorretene i sentieri, vi resteranno impresse immagini e sensazioni indimenticabili.

Incredibile è anche tutta la strada costiera fino a Calvi e I’lle Rousse. I primi ottantuno chilometri, fino a Calvi, appunto, sono da infarto. La strada è poco più larga del camper, le rocce alla vostra destra sfiorano pericolosamente la "mansarda" e a sinistra, tra voi e il precipizio, un muretto alto quindici centimetri (sì, 15cm.) che per più della metà è già crollato. Superare i venti all’ora è pura follia e quando si incrocia qualcuno.. Se superate questa potrete afforontare qualsiasi altra strada.

Superato anche il Deserto des Agriates, dove comunque non ci avventuriamo per pietà dei nostri mezzi, decidiamo, dopo S.Florent, di tornare verso Bastia per poi risalire il "dito" verso Cap Corse.

Niente di diverso dal solito da segnalare lungo la costa.

Campeggiati a Macinaggio dedichiamo un paio di giornate a escursioni a piedi, seguendo i sentieri segnalati lungo la costa e in bici sui monti e verso i paesi dell’interno.

Purtroppo tutto finisce e ritorniamo ancora una volta a Bastia per imbarcarci .

In attesa della partenza (l’attesa della nave del ritorno, non è esattamente l’attesa della nave che parte) e dopo una veloce visita al centro storico, ci avviamo verso la  Promenade de l’Ancien Port, insenatura naturale utilizzata solo dai pescherecci e dal Beaux Monde, protetta dal Molo del Dragone ; é pieno di invitantissimi localini affollati di gente ben vestita, noi siamo un po’ svaccati, gli zainetti sulla schiena e l’aria di chi si è sparato la Restonica (vi ricordate?) in mattinata, chissà cosa si pagherà per una grillade des poissones. Un attimo di indecisione, poi troviamo il nostro posto, per due motivi; il primo perché si tratta di una pizzeria dal menù vario, ed il secondo perché la giovanissima e carinissima cameriera (che ammica sul plateatico vedendo sfilare questa armata brancalone), ha due tette incredibili, incredibilmente ben fatte ed incredibilmente in vista sotto una maglietta attillatissima che è lì-lì per esplodere!!! La cena è piacevolissima;  la vista del porto con il mare aperto sullo sfondo, il bastione in alto a destra della cittadella che domina l’insenatura sottostante e le luci della sera creano una cornice assolutamente rilassante; oltretutto la furbetta, che ha capito tutto, si presta consapevolmente e sapientemente al gioco, sporgendosi con discrezione sulla tavolata tutte le volte che arriva una nuova portata. Le nostre mogli naturalmente ci prendono in giro e a scappellotti sulla nuca. Tanto si scherza, già,.......sigh! Paghiamo. Mercì et au-revoir, puoi scommetterci cocca, à la prochain  !! 

Per concludere un favore :  mi è molto piaciuta la salsiccia di sangue di maiale.

Se vi ricordate di portarmene un paio ve ne sarei grato. La vendono nei supermercati e costa poco. Per ringraziarvi potrei anche arrivare a darvi l’indirizzo della pizzeria sopradescritta...no, il numero di telefono, quello della cameriera,  non  ce l’ho ! 

Approposito ! La birra. La birra corsa Pietra. Lavorata con le castagne. Fatene incetta, è da urlo.

 

 
 
 
 
 
 

 

 

 

Per completezza di informazione un inviato della redazione è stato mandato in Corsica dove è riuscito a fotografare la cameriera dell'articolo.

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